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Energia

L'inizio della nuova legislatura è coinciso con una notevole spinta alla generale attività legislativa nei settori delle imprese di pubblica utilità. Attraverso progetti di iniziativa governativa e parlamentare, nonché attraverso la consueta attività di recepimento delle norme comunitarie e degli impegni internazionali, il legislatore ha dato inizio ad una fase di profonda revisione dell'assetto normativo a presidio del funzionamento dei mercati dell'energia elettrica e del gas.

Capisaldi del complesso riassetto normativo sono:

  • l'accelerazione del processo di liberalizzazione dei mercati dell'energia, con accento sulla separazione legale dei soggetti integrati (con particolare riferimento alle infrastrutture gas) ed evoluzione del ruolo del regolatore (dotato di maggiori poteri, ma adeguati alla realtà di un mercato libero). Con l'approvazione del relativo disegno di legge (c.d. DDL Bersani) saranno, peraltro, definitivamente recepite le norme comunitarie di definitiva apertura alla domanda dei mercati nazionali dell'energia, prevista per il 1° luglio 2007.In coerenza con gli obiettivi di policy sovraordinati, già dichiarati dal nuovo Governo all'atto della stesura del Documento poliennale di programmazione economica e finanziaria, la liberalizzazione sarà accompagnata da misure di razionalizzazione di settori, quali ad esempio quello della distribuzione del gas naturale, suscettibili di incrementi di efficienza complessiva a vantaggio dell'utenza e del sistema economico. Il legislatore prevede, quindi, benché in forma ancora da definire, incentivi per le aggregazioni dei soggetti industriali e misure per contrastare la frammentazione e l'incertezza che ha accompagnato la prima fase della "competizione per il mercato" nella distribuzione gas
  • Il riordino delle istituzioni di regolazione dei mercati, con relativa razionalizzazione e progressiva estensione dei principi di autonomia e trasparenza della regolazione a settori finora caratterizzati da incertezza; in particolare, rileva la proposta estensione all'Autorità per l'energia elettrica e il gas dei poteri di regolazione nel settore idrico, apparentemente escluso dalla riforma di mercato operata col disegno di legge c.d. Lanzillotta (di cui oltre)
  • la proposta riforma del sistema degli incentivi alle fonti rinnovabili (DDL "Ronchi"), con l'adozione di un modello di "sussidio diretto" verso l'attuale sistema "di mercato" (certificati corrispondenti a contenuti impliciti di rinnovabili ed efficienza energetica, scambiati su mercati specifici). La riforma ha l'obiettivo di correggere le distorsioni determinate dalla sovrapposizione di normative contraddittorie e scoordinate, che hanno aumentato notevolmente i costi del sistema senza apparentemente accrescere in modo decisivo il ricorso alle fonti alternative. Il sistema di sostegno diretto (con prezzi di ritiro obbligatori, diversificati per fonte), sperimentato dai paesi più avanzati in termini di penetrazione delle rinnovabili, avrebbe il pregio della trasparenza, della prevedibilità e della capacità di "discriminare" in favore delle fonti autenticamente rinnovabili; esso pone più di un problema, tuttavia, alla stabilità dell'industria (che ha investito in un quadro totalmente diverso) ed al rispetto dei diritti acquisiti. È importante sottolineare come il dibattito sulla complessiva riforma del sistema di incentivi alle rinnovabili sia apparso sterilizzato, se non superato, da interventi episodici che quella riforma hanno anticipato in alcuni capitoli. Il riferimento è alla legge di formazione del bilancio (finanziaria per il 2007) che, nel prevedere sostegno economico diretto alla diffusione delle rinnovabili attraverso fondi dedicati, ha escluso le fonti diverse da quelle esplicitamente previste dall'articolo 2 della direttiva 77/2001/CE dal sostegno di "incentivi e finanziamenti pubblici". La norma, che condiziona in particolare la produzione di energia elettrica a partire da fonti assimilate, ex CIP6 e rifiuti, non ha, tuttavia, effetti sugli impianti "autorizzati ed in via di concreta realizzazione", in ciò salvaguardando i diritti acquisiti
  • La miglior definizione delle politiche in materia di efficienza energetica e di tecnologie che detta efficienza promuovono. È stato, in particolare, definitivamente approvato il decreto legislativo di recepimento della normativa comunitaria sulla promozione della cogenerazione di qualità; è all'esame il recepimento della normativa quadro sugli obiettivi di efficienza energetica, uno dei cui tratti meritevoli di segnalazione è il superamento del carattere "riduttivo", tipico della corrente normativa nazionale, di una politica di assegnazione degli obiettivi che individua nei distributori di energia elettrica e il gas gli unici soggetti obbligati. Va anche sottolineata, sotto questo aspetto, l'auspicata abolizione di una norma, sviluppatasi in un contesto affatto diverso (la precedente legge di riordino dei mercati energetici, c.d. Marzano), che impediva ai distributori locali di promuovere progetti e programmi di efficienza energetica nella fase post-contatore, ciò che chiaramente contrastava sia con gli elementari principi comunitari di concorrenza sia con la stessa possibilità di rispettare gli obblighi posti in capo ai medesimi distributori dai relativi Decreti ministeriali del luglio 2004.